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Per una storia della popolazione italiana nel Novecento

Udine, ottobre 2015

La Società Italiana di Demografia Storica (SIDeS) invita tutti i suoi membri e altri studiosi interessati a proporre un contributo al prossimo Convegno triennale Per una storia della popolazione italiana nel Novecento, che si terrà ad Udine dall’8 al 10 ottobre del 2015. Le proposte di contributo, comprensive di un breve riassunto, dovranno essere inviate direttamente agli organizzatori delle varie sessioni, entro il 31 gennaio del 2015.
L’accettazione delle proposte sarà comunicata entro il 15 febbraio del 2015. I contributi dovranno essere inviati entro il 15 settembre del 2015.
Potranno essere accolti, inoltre, contributi relativi ad altri paesi che contengano elementi di raffronto con l’esperienza italiana.

Sessione 5
Mobilità plurali. Fonti e contesti per lo studio dell’intreccio delle migrazioni interne
Organizzatori Stefano Gallo (stogallo@gmail.com) e Michele Nani (nani@cnr.it)
Come i secoli precedenti e come gli altri contesti europei, anche il Novecento italiano è caratterizzato dall’intreccio di molteplici forme di mobilità: innanzitutto migrazioni interne e internazionali (Europa, colonie africane, Americhe) si dispongono lungo un continuum; le stesse modalità di spostamento sul territorio nazionale sono inoltre caratterizzate dal cumulo e dalla sovrapposizione; gli intrecci valgono tanto per le scale geografiche della mobilità (locali, intercomunali, interregionali) che per le frequenze temporali (movimenti quotidiani o periodici, lavori stagionali, cambi di residenza).
La storiografia e le scienze sociali vanno assumendo queste sovrapposizioni come costitutive della strutturazione delle comunità, delle famiglie e dei percorsi individuali di vita. Lungi dall’essere contrapposti o eccezionali, i diversi movimenti rappresentano una dimensione ordinaria e composita della società italiana contemporanea, della sua produzione materiale e della sua rappresentazione culturale: il reclutamento industriale e la mobilità sociale, il pendolarismo città-campagna e l’urbanizzazione, i grandi lavori agricoli e la fine delle campagne, lo studio e il turismo.
Il Novecento è anche il secolo che avvia un intervento più pervasivo dello Stato, per quantificare e controllare i flussi: ne consegue un allargamento del ventaglio delle fonti a disposizione degli studiosi e un aumento della disponibilità e dell’affidabilità stessa dei dati. A inchieste, censimenti, schede anagrafiche e dello stato civile, registri scolastici, archivi centrali e locali (dall’Istat all’Inps, dalle Prefetture agli Uffici del lavoro), che testimoniano la dilatazione dell’intervento dello Stato nelle dinamiche sociali, si unisce una maggiore disponibilità di documenti provenienti da istituzioni private (a partire dalle matricole di fabbrica fino ai dati dei trasporti).
In questa sessione ci proponiamo di unire queste due dimensioni e di mettere a confronto ricerche che si misurino con la pluralità dei movimenti e delle fonti a partire da due indirizzi: l’esame critico dei possibili usi scientifici di una o più fonti per lo studio della mobilità, con particolare attenzione sul contesto della sua produzione e utilizzo storico, sulle distorsioni che questo contesto induce sulla rappresentazione dei flussi, sulle potenzialità già sondate o non ancora espresse da quel tipo di documentazione: su quel che la particolare serie fa vedere e su quel che non può vedere; gli ambiti che facilitano l’emergere dell’intreccio di movimenti e flussi a oggetto di studio specifico, siano essi comunità locali o parti di esse (quartieri, isolati, strade, case e loro equivalenti rurali o montani), zone industriali, porti o singole fabbriche, zone agrarie o aziende agricole, famiglie o gruppi parentali, coorti di individui nel loro ciclo di vita o particolari segmenti generazionali.
INVITO
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