Comunicare l'immigrazione 17 maggio 2017 In

Comunicare l’immigrazione: un progetto di in-formazione per giornalisti professionisti e pubblicisti 2016-2017

 

Immigrazione e media rappresentano un binomio di grande interesse e attualità. Numerosi studi dimostrano come, nonostante l’immigrazione si presenti nella società in molteplici volti, i mezzi di informazione italiani, e non solo, quotidianamente ne omogeneizzino la realtà, bypassando termini che di fatto si riferiscono a storie e piani diversi, favorendo la confusione e la distorsione del fenomeno. Il problema della sicurezza è generalmente collegato al tema dell’immigrazione e, perciò, risulta essere l’argomento dominante nei dibattiti politici e mediali in genere. I nuovi media e i social network, moltiplicando la produzione e la diffusione di notizie, permettono di fatto ad ogni individuo di partecipare alla discussione pubblica. Tuttavia il web non è immune dall’influenza del linguaggio ideologico e stereotipato. Vista l’influenza dei media sull’immaginario collettivo, non stupisce il sentire comune spesso negativo verso cittadini di altri paesi che soggiornano o arrivano sul territorio italiano. Infatti, da una recente indagine del Pew Research Center, l’atteggiamento degli italiani verso gli immigrati ed il loro impatto sulla società tende ad essere particolarmente negativo.

Da qui la necessità di una comunicazione più giusta, etica e corretta, che rappresenti il migrante ed il fenomeno della mobilità umana nella sua interezza.

Il progetto si propone di in-formare gli specialisti della comunicazione sui temi salienti dell’immigrazione. La legge 148 del 2011, infatti, obbliga tutti gli iscritti agli ordini professionali a seguire corsi di formazione. Da qui l’idea di proporre un percorso dedicato a chi affronta ogni giorno temi legati all’immigrazione,  offrendo approfondimenti sugli aspetti storici, legislativi,
demografici, sociologici, psicologici e terminologici del fenomeno. Una formazione sempre più necessaria se si pensa a come i media spesso evidenziano carenze in questo ambito, con la tendenza a lasciare largo spazio a episodi emergenziali, agli stereotipi e al “già detto”, offrendo così un’immagine imprecisa e distorta del fenomeno della mobilità umana.

Il progetto propone un percorso formativo di approfondimenti riguardante gli aspetti storici, legislativi, demografici, sociologici, psicologici e terminologici del fenomeno della mobilità umana che si sviluppa in sei giornate, di otto ore ciascuna, da svolgersi nell’arco di tre anni. Ogni giornata rappresenta un “unicum” tematico. Ogni giornata coinvolge almeno quattro docenti, tra giornalisti ed esperti, articolandosi generalmente in due moduli: il primo modulo è dedicato ad aspetti teorici, mentre il secondo richiede il coinvolgimento diretto dei partecipanti con un’esercitazione pratica. Nel corso delle giornate potrebbero essere previsti, inoltre, collegamenti via Skype, con esperti di immigrazione, che possono dare un valore aggiunto al percorso formativo, e un momento più leggero con il coinvolgimento di artisti che raccontano l’immigrazione dalla strada.

Il progetto ha già visto la realizzazione di 5 giornate nella città di Roma, 3 a Milano ed è in porgramma la prima a Venezia.

Per ulteriori informazioni: info@cser.it